sabato 23 ottobre 2010

Per una politica ambientale organica


Pubblichiamo un intervento del Presidente del consiglio comunale di Rapallo, dott. Roberto Spelta

La discussione recentemente approdata in consiglio comunale sul depuratore di cui dovrebbe dotarsi la nostra città è certamente una novità importante nelle scelte delle amministrazioni rapallesi. Un impianto di depurazione rappresenta infatti l’imprescindibile strumento per una politica di gestione e tutela dell’ambiente marino del comprensorio comunale.A questo proposito abbiamo chiesto al dott. Spelta di rispondere ad alcune domande della nostra redazione.

D.Quale Rapallo immagina l’Amministrazione attuale? Una località balneare o una località climatica?

R. E’ certamente vero che, data la geomorfologia della costa, Rapallo non può essere considerata una città prettamente balneare ma piuttosto una località climatica: questa constatazione ha spesso rischiato di essere una buona scusa per una continua latitanza gestionale dell’ambiente data l’ovvia considerazione che il clima è quello che è per un dono divino e che, comunque, su di esso non si può intervenire tramite decisioni della pubblica amministrazione. Dovrebbe essere invece evidente che un clima favorevole diventa una potente risorsa di attrattiva turistica quando può essere goduto in un ambiente esteticamente appagante e fruibile in tutte le sue potenzialità.
L’ambiente naturale, caratterizzato dalla compenetrazione del mare con la costa collinare che si realizza nel nostro Golfo, è la principale ricchezza di Rapallo. Una ricchezza che non può essere solo sfruttata in modo caotico cercando di trarne, secondo l’uso tradizionale, il massimo profitto con il minimo investimento ma che deve essere tutelata e gestita.
E’ paradossale che ciò che abbiamo di più prezioso, non sia stato, se non in modo del tutto episodico, oggetto di un’accurata tutela e progettualità.

D. Il depuratore allora risponde a questa progettualità?

R. Molto bene dunque il depuratore, segno di una decisa, coraggiosa inversione di questa tendenza. D’altra parte un progetto di questa portata che per essere condotto a termine avrà bisogno di anni, non dovrà essere il nuovo alibi per dilazionare all’infinito una pianificazione generale della politica ambientale della nostra città. Mi permetto di segnalare, ad esempio l’intollerabile commistione di acque bianche e scarichi fognari che caratterizza la nostra rete urbana come evidenziato dai frequenti sversamenti di acque nere nei nostri torrenti, causa degli estivi divieti di balneazione. Faccio notare che, senza un intervento deciso e puntuale nella manutenzione e controllo della rete fognaria, il previsto impianto produrrà un effetto molto modesto data la sicura evidenza che ciò che non raggiunge un depuratore non può essere depurato. Inoltre la funzione di un depuratore non si esaurisce nella sola fase costruttiva, ma nella continuità di funzionamento e nella programmata manutenzione: nell’Italia degli scandali vari sono gli esempi di impianti che smettono di funzionare dopo pochi anni perché mancano le risorse per la gestione.

D. Solo sacrifici per i suoi concittadini interessati in prima persona?

R. Certo i lavori di costruzione, come quelli di adeguamento delle condotte fognarie sono fonte di disservizi causando interruzioni stradali e mancanza temporanea di posteggi: non suscitano quindi immediatamente i favori della popolazione. Ciò nonostante, come l’amministrazione si sta dimostrando coraggiosa nel proporre il grande progetto del depuratore, lo sia anche nel mettere in atto da subito una politica ambientale organica e continua. Io credo che se un progetto di riqualificazione dell’ambiente –la risorsa più importante del nostro patrimonio pubblico- sarà spiegato alla cittadinanza tramite puntualità di informazione e chiarezza di comunicazione, questa potrà capire e apprezzare lo sforzo, maturando anche una migliorata sensibilità e coscienza ambientale. Questo mio intervento vuole indirizzare  la discussione sul depuratore nel verso giusto, senza alimentare nè facili, ma isolati isterismi cittadini, nè restando sulla superficie del problema che la costruzione del depuratore a Rapallo può finalmente sollevare affinchè venga affrontato, approfondito  e risolto.

lunedì 18 ottobre 2010

Sulla prua del castello

E’ vero, e lo abbiamo di recente ribadito in questa sede: non si può immaginare la nostra città come un grande centro balneare. Il modello della costa Adriatica o del litorale toscano non fa per noi. Il nostro obbiettivo è quello di poterci godere il mare durante tutto l’anno passeggiando sulla costa, prendendo il sole, respirando aria salubre e magari, nella buona stagione, facendo un bagno.

Il programma elettorale dell’attuale amministrazione, conteneva, da questo punto di vista, un progetto notevolmente innovativo che si sarebbe dovuto concretizzare in un intervento sul fronte-mare ormai non più completamente adeguato alle esigenze della città. Questo intervento riguardava il proseguimento della passeggiata a mare che si sarebbe dovuta idealmente allacciare a quelle costruite con successo da entrambi i nostri confinanti sia di ponente che di levante.

Ovviamente non perdiamo la speranza che l’amministrazione possa intraprendere e portare a termine nella sua completezza ciò che ha progettato. D’altra parte siamo coscienti che lavori di questo tipo hanno bisogno di tempi lunghi per la progettazione, l’ottenimento dei permessi e, in tempi di crisi come gli attuali, il reperimento dei fondi. Ciò nonostante ci sembrerebbe significativo un primo intervento magari piccolo e semplice che potesse essere, se non risolutivo da un punto di vista pratico, almeno significativo da un punto di vista simbolico. Vogliamo, a questo proposito avanzare una proposta.
Il nostro aristocratico lungomare è diviso in due sezioni dal cinquecentesco castello alla base del quale si stende la piccola spiaggia sassosa. E’ questo uno degli angoli più caratteristici della costa ed anche l’unica spiaggia libera del centro (di proposito non vogliamo neppure considerare l’impraticabile spiaggia dei cavallini) che è stata frequentata durante la scorsa estate da un grandissimo numero di bagnanti anche attratti dalle acque generalmente piuttosto limpide e invitanti. Nell’ambito del castello è però presente un’altra area di pregio e assolutamente inutilizzata che noi proponiamo di recuperare alla fruizione pubblica. È la scogliera con relativa ampia piazzola posta sul lato a mare del castello costruita a protezione della fortezza ed un tempo utilizzata come piattaforma di lancio per i fuochi pirotecnici durante le feste di luglio. Noi pensiamo che, una volta attrezzata e connessa con un passaggio sicuro alla spiaggia, questa prua del castello potrebbe essere utilizzata come una propaggine della passeggiata sulla quale soffermarsi ad ammirare le acque del golfo, magari seduti su una panchina, e durante la stagione estiva per godersi il sole e per un refrigerante bagno.
E’ un intervento semplice ma con un risultato di grande effetto; un’idea nuova, dopo cinquant’anni per la nostra passeggiata. Potrebbe essere il segno di una tendenza, di una volontà di affrontare, quando sarà possibile, in modo più complessivo la morfologia del nostro fronte-mare.


Signor Sindaco, ci vuole pensare?

Giorgio Bavestrello
Antonio Pelosin

La nuova agorà virtuale del web

Il blog "Vivo la Politica come vivo la Vita": un diverso e concreto approccio alla politica per cambiarla! Nasce dalla passione di un gruppo di giovani e meno giovani che hanno deciso di associarsi sulla nuova agorà virtuale del web con l’obiettivo di costruire una rete progettuale, permanente e incisiva.

Una rete di persone libera e inclusiva, per dare vita ad un nuovo processo di coinvolgimento e partecipazione di tutte le componenti della società civile della nostra città e del nostro paese e che attraverso la discussione, la raccolta e l’elaborazione di idee sia in grado di connettere e spingere al confronto tutti coloro che attendono risposte nuove su tutti i temi classici della politica, tra i quali:

-Che cosa è la sussidiarietà

-Inquadramento generale. Realizzazione solidale del bene comune.

-Sussidiarietà e pubblica amministrazione locale: Rapporto sulla Sussidiarietà ’09: la via dell’innovazione e dell’ammodernamento del sistema amministrativo.

-La sussidiarietà nei piani di governo del territorio.

-Finanziare le infrastrutture e lo sviluppo economico: sussidiarietà e intervento finanziario pubblico

-L’intervento pubblico nel finanziamento delle infrastrutture e dello sviluppo: esperienze e modelli a confronto.

-Sviluppo delle infrastrutture e dei servizi pubblici locali: oltre il dibattito pubblico-privato.

-Modernizzazione delle infrastrutture e difficile equilibrio tra efficienza gestionale e qualità del servizio.

-La capacità di autoregolazione dei singoli. Dalla tutela della concorrenza al bene comune.

-Un nuovo rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione.

-Sussidiarietà e sviluppo economico

-Sussidiarietà come fattore di competitività del territorio.

-Fisco e sussidiarietà: il cammino del federalismo fiscale.

-Dallo Stato gestore allo Stato regolatore. I diversi modelli di welfare.

-Coinvolgimento del terzo settore.

-Politiche family friendly e quoziente famigliare

-La sussidiarietà nelle politiche del lavoro.

-Dalla formazione professionale ai servizi per l’impiego.

-La sussidiarietà nelle politiche per la conciliazione: per un lavoro a misura di famiglia.