Mancano poche ore al momento finale della resa dei conti tra Fini e Berlusconi: perché di questo stiamo parlando, non di un giudizio politico. Questa la prima chiarezza! Sui giornali delle settimane scorse abbiamo letto dei diversi ed originali travagli che porteranno al parto del voto di fiducia o no di oggi. Stamane, sempre sui quotidiani, il percorso verso la decisione dei votanti era segnato da due peculiarità: il delirio più o meno manifestato e il richiamo alla coscienza. Fermiamoci su questo secondo aspetto. Molti parlamentari hanno dichiarato di volersi appellare alla propria coscienza fino a qualche minuto prima di essere chiamati ad esprimere la fiducia o la sfiducia, andando anche davanti ad uno specchio per guardarsi bene in faccia... Come se la coscienza risiedesse al di fuori di sè forse proprio nell'immagine riflessa. Cari rappresentanti del popolo perchè tali siete, vorrei dirvi che il primo segno della maturità del proprio ruolo è la consapevolezza e la coscienza del proprio essere. Ciò dipende dalla consapevolezza della propria ontologia, ovvero chi sei, da dove vieni e dove vai. Fini e Berlusconi non c'entrano! Ci mancherebbe!
La prima conseguenza è che ognuno tenderà a fare secondo quello che la propria coscienza vede. Ciò significa che il giudizio parte dalla realtà che mi circonda ovvero da che cosa e per che cosa è fatta la realtà. Allora non è un mio progetto che perseguo, ma è la mia risposta al perché in fondo vale la pena vivere.
La conseguenza più importante è la capacità di assumersi responsabilità nell'ambito della comunità. E' ricercare infine di fare il meglio per il bene di tutti.
Spero che la coscienza cui si stanno appellando i rappresentanti del popolo tenga conto di questi aspetti per esprimere finalmente un vero giudizio politico.
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