domenica 12 dicembre 2010

La politica come forma esigente di carità

Ieri sera a Rapallo su invito di un gruppo di amici ha colloquiato con i presenti all'Auditorium delle Clarisse, Margherita Coletta, una delle vedove di Nasiriah. E' stata una serata speciale, una di quelle serate che non dimentichi mai più, uno di quei momenti che le persone presenti riporranno nello scrigno delle parole preziose della propria vita, uno di quegli incontri che potrebbero cambiarti la vita.

Sto parlando di una donna che ha placato il rumore assordante dell'esplosivo che gli ha portato via l'amato marito Giuseppe con l'intensità delle parole di Amore che ha detto.

Ha parlato delle cose cose che sta costruendo, dei fatti che sta realizzando con una semplicità ed una profondità che ha fatto nascere in molti, certamente in me, il desiderio di imitarla o quanto meno di aiutarla. Questo il primo esito della serata con Margherita, il secondo esito che vorrei sottolineare all'interno di questa pagina dedicata alla politica è che Margherita, forse inizialmente senza capirlo, è dal 12 novembre 2003 che "collabora" con Dio, il quale ha dato potere agli uomini perché lavorino alla Sua creazione attraverso l’impegno nell’ambito dei propri talenti, della propria famiglia, della società, fino a quella «forma esigente di carità» – come la definiva Paolo VI – che è la politica.

Nella vita di Margherita non di certo la politica del palazzo, ma la politica di chi è in grado di svolgere una funzione sociale e di soddisfare dei bisogni. Ovunque essi siano. Questo modo di agire politicamente si chiama la politica della sussidiarietà, vorrei dire la sussidiarietà di Margherita, o ancora l'amore di Margherita alle persone, tutte! anche quelle che le hanno portato via Giuseppe.

Nessun commento:

Posta un commento